Perché esiste exora
Il problema
Ogni studio medico, ospedale e specialista possiede un pezzo della tua storia clinica. Ma non comunicano tra loro, e condividono a malapena le informazioni con te.
I pazienti sono l’unica costante nell’intero percorso di cura. Sono presenti a ogni appuntamento, ogni esame, ogni ricovero in ospedale. I professionisti sanitari cambiano. I sistemi non comunicano. Ma il paziente c’è sempre.
Quindi perché non è il paziente a possedere la propria storia clinica?
Il fondatore
exora è stata creata da Xavier Flanagan: un medico che ha trascorso anni a osservare le difficoltà dei pazienti nel ricostruire la propria storia clinica da documenti sparsi, per poi lavorare nella tecnologia per la ricerca clinica e riscontrare la stessa frammentazione da un’altra prospettiva.
“Passavo la prima metà degli appuntamenti a fare il detective, non il medico.”
Leggi la storia completa in Perché abbiamo creato exora.
L’intuizione
La sanità affronta lo stesso problema del web prima dei motori di ricerca: le informazioni esistono, ma sono intrappolate in documenti che nessun sistema riesce a comprendere. Anche la soluzione si è rivelata della stessa natura: un indice, ma pensato per i pazienti, non per gli inserzionisti.
La visione
exora è un’infrastruttura di dati sanitari di proprietà del paziente. Partiamo dalle singole persone, offrendo loro qualcosa che la sanità non ha mai fornito: una storia clinica unificata, verificata e consultabile, sotto il loro controllo.
Quando i pazienti hanno chiarezza e controllo, tutto il resto viene da sé. I professionisti sanitari ottengono informazioni migliori. Il coordinamento delle cure funziona davvero.